Villa Sciarra, un gioiello botanico alle pendici del Gianicolo

Visto che siamo nei dintorni del Gianicolo, e magari molti di voi hanno ancora la bocca aperta per lo stupore che si sono trovati di fronte, l’idea è quella di andare a ritemprarsi la mente e lo spirito in una piccola villa lì vicino, che si staglia tra i quartieri Trastevere e Monteverde Vecchio: Villa Sciarra.

Qui una volta c’erano gli horti di Cesare, e leggenda vuole che questo terreno l’abbia calcato addirittura Cleopatra in persona. Nessuno di noi c’era per confermarlo, ma credere alle leggende non fa mica male!

Una volta entrati a Villa Sciarra ci troveremo a camminare lungo sentieri circondati da una vegetazione meravigliosa, statue e fontane. Se vi state chiedendo perché le statue hanno tutte un sapore campestre e mitologico, dovete sapere che un tempo qui c’era un bosco sacro dedicato alla ninfa Furrina. Ecco, "sacro". Sacralità è forse il termine adatto per definire l’aria che si respira a Villa Sciarra, che sembra un luogo fuori dal mondo e invece è un piccolo gioiello botanico che, nonostante le ridotte dimensioni, alle altre ville della capitale non ha nulla da invidiare.

Merito di George Wurts, diplomatico americano che agli inizi del Novecento, acquistò la villa e gli diede l’aspetto che ha ora. Beh, non proprio come ora: diciamo che Villa Sciarra è leggermente carente dal punto di vista della cura, ma, come ben saprete, ninfe e satiri non badano molto alle pulizie!

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