Villa Sciarra

Passeggiando per Roma, si possono scoprire vere e proprie perle incastonate tra un monumento e l’altro o tra un parco pubblico e una via trafficata: Villa Sciarra è un gioiello situato tra Trastevere e Monteverde, una piccola oasi dove rilassarsi circondati da una vegetazione zoomorfa, fontane e statue a rappresentare ninfe, putti e furetti, voliere per pavoni, piccoli e stretti sentieri che si confondo nell’erba, salite e discese, piccoli tempietti e belvedere nascosti.

Villa Sciarra, sorta su un punto dove in età preromana era consacrato un santuario alla ninfa Furrina e dove successivamente sorsero gli Orti di Cesare, ha avuto una storia complessa, poiché è passata nelle mani di diversi proprietari, tra cui i più importanti furono i Barberini e i Malvasia (di cui ci rimangono i Casini). Ma furono i coniugi Wurts, alla fine dell’Ottocento, a rendere Villa Sciarra il parco pubblico che è oggi e a salvarla dalla scarsa oculatezza del principe Maffeo II Sciarra.

Teatro di scontri tra i garibaldini e le truppe francesi durante il periodo della Repubblica Romana (come d’altronde tutta la zona che circonda il Gianicolo), Villa Sciarra è un piccolo gioiello verde il cui unico difetto si riscontra nella maleducazione delle persone che vi passeggiano e nella poca cura degli spazi verdi. Inciviltà a parte, Villa Sciarra brilla di luce propria: non è tra le ville più grandi di Roma, ma proprio per questa sua particolare intimità si fa apprezzare maggiormente, mostrando quella faccia un po’ selvaggia e sbarazzina, propria di quelle ninfe e di quei putti marmorei che ospita al suo interno.

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