Ponte Sisto

Il ponte che collega Piazza Trilussa a via dei Pettinari (e da lì Campo de’ Fiori è a due passi) ha una storia abbastanza travagliata che i numerosi nomi avuti nel corso del tempo testimoniano. Infatti inizialmente si pensò che al posto dell’attuale ponte, ce ne fosse un altro costruito da Agrippa nel lontano 12 a. C., a causa di alcuni resti di piloni e ceppi rinvenuti nell’Ottocento durante esplorazioni archeologiche nel fiume Tevere. In realtà quei resti erano probabilmente dovuti a costruzioni difensive per non permettere ai nemici di oltrepassare il fiume.

Il nome attuale, Ponte Sisto, si deve per l’appunto al papa Sisto IV, che lo fece costruire, valorizzando la zona di Trastevere. Prima di lui il ponte ebbe numerosi nomi, a causa dei numerosi restauri subiti nel corso del tempo: Antonino, Valentiniano, Gianicolense, Rotto (a causa della grande piena del Tevere del 792 che lo ridusse in pessime condizioni).

Sotto Valentiniano, attorno all’anno 367, il ponte subì una valorizzazione artistico-scultorea non indifferente, poiché l’imperatore fece erigere un arco trionfale all’imbocco del ponte, decorato da monumentali statue bronzee, i cui resti oggi, ritrovati alla fine dell’Ottocento, si possono ammirare al Museo Nazionale Romano.

Ponte Sisto è formato da 4 arcate e, al centro, dal cosiddetto "Occhialone", ovvero un foro circolare che permette di misurare l’entità di allarme in caso di piena del Tevere.

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