Fontana delle Tartarughe

Perdersi a Roma permette di scoprire moltissime cose interessanti. Bisognerebbe organizzare un tour in cui è prevista, per un lasso di tempo imprecisato, la possibilità di vagare senza meta per le strade della città. Solo in questo modo si possono scoprire gioielli di rara bellezza, che arricchiscono ulteriormente una città famosa principalmente per i numerosissimi soliti noti (e si parla di monumenti, di chiese, e via dicendo).

Non trascuriamo le fontane: tra la Fontana di Trevi e quelle di Piazza Navona, è probabile che molti di voi, timorosi di non riuscire a vedere tutto, si perdano delle perle straordinarie: la Fontana delle Tartarughe è indubbiamente tra queste.

Situata in Piazza Mattei, vicino al quartiere ebraico, la Fontana delle Tartarughe fu realizzata alla fine del Cinquecento su probabile progetto di Giacomo della Porta, mentre il blocco scultoreo fu opera di Taddeo Landini. Il progetto, voluto dall’importante famiglia Mattei, originariamente prevedeva la presenza di quattro efebi e ben otto delfini, ma per problemi di pressione dell’acqua e di squilibrio asimmetrico delle sculture, i delfini divennero la metà: gli altri quattro, impiegati per la realizzazione di una fontana che oggi si trova a Piazza della Chiesa Nuova, furono successivamente sostituiti dalle tartarughe, opere di Gian Lorenzo Bernini, che poi dettero il nome alla fontana.

La Fontana delle Tartarughe è di forma quadrata, con angoli circolari ed è composta da quattro efebi bronzei che poggiano il piede rispettivamente sui quattro delfini zampillanti acqua. Gli efebi hanno un braccio alzato e con un mano sembrano spingere le tartarughe soprastanti ad abbeverarsi al catino superiore.

Leggenda vuole che il duca Mattei, per impressionare un reticente signorotto locale a cui aveva chiesto in sposa la moglie e perplesso sulle fortune economiche del Mattei, dette una festa nel suo Palazzo e durante una sola notte fece costruire la fontana per farla ammirare il giorno dopo da una finestra, subito dopo murata, al signorotto e a sua figlia.

Tuttavia si tratta di una leggenda poco probabile, ma si sa che a Roma, dietro ogni vicolo si respira sempre una storia da raccontare e il bello, a volte, è sospendere per un attimo la razionalità e credervi. Anche questa, dopotutto, è la magia di Roma.

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