Basilica di San Saba

Se vi trovate al Circo Massimo, due passi sull’Aventino sono d’obbligo, non solo per dire ai vostri amici e parenti rimasti a casa di essere stati in una delle zone più belle di Roma, ma anche per vedere i numerosi reperti e chiese seminascoste che vi si trovano.

La Basilica di San Saba è senz’altro tra queste: situata nel rione a cui dà il nome, in origine (VIII secolo) era un monastero eretto da monaci greci che la nominarono in tal modo in onore di un monastero dedicato a San Saba che si trovava a Gerusalemme.

La ricostruzione romanica e l’aggiunta di un campanile tipicamente ricalcato sullo schema di una torre medievale risalgono attorno alla metà del 1100, mentre successive ricostruzioni furono eseguite nel corso del tempo (l’ultima avvenne a metà del Novecento).

Per arrivarci bisogna salire lungo una bella scalinata sulla cima della quale ci aspetta la facciata della basilica, eretta sulla forma e la struttura interna di una basilica paleocristiana, con tre navate e altrettanti absidi.

Oltre agli affreschi risalenti al XII secolo presenti all’interno della chiesa, anche il portico fa la sua straordinaria figura: sotto di esso infatti si trovano reperti preziosi, veri e propri pezzi di storia, come sarcofagi, altari, capitelli e diverse iscrizioni.

Una passeggiata nel rione San Saba a concludere questa piccola visita vi riempirà gli occhi e il cuore: un’atmosfera misteriosa e silenziosa infatti avvolge il rione, conferendogli un’aura di meravigliosa sacralità e bellezza.

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