Basilica di San Paolo fuori le mura

Siamo nel quartiere Ostiense, un po’ lontani dal centro storico di Roma, ma ci troviamo comunque su un punto molto importante, soprattutto per la storia del Cristianesimo. Qui vicino, infatti, fu martirizzato e decapitato San Paolo (ricordate la storia, no? La testa di Paolo rimbalzò tre volte e dai punti da questa toccati cominciarono a sgorgare zampilli d’acqua, le cosiddette Tre Fontane).

Nella Basilica di San Paolo fuori le mura, una delle quattro basiliche papali di Roma e la più grande dopo San Pietro, vi è sepolto infatti, sotto l’altare, proprio San Paolo.

Questo sito è meta di pellegrinaggi di turisti e fedeli: la struttura della Basilica, gli straordinari mosaici presenti, il bel soffitto cassettonato, il fregio che raffigura in serie tutti i papi che si sono succeduti fino a oggi, l’Arco trionfale e il Chiostro sono solo alcune delle cose più interessanti da vedere almeno una volta nella vita.

Su questo luogo vi era una piccola basilica eretta da Costantino, piccola per non inimicarsi le popolazioni del luogo ancora pagane, che nel corso del tempo subì notevoli ridimensionamenti e ampliamenti. Un incendio avvenuto nel 1823, distrusse gran parte della Basilica, e con essa molti dei mosaici in essa presenti.

Tra il 1825 e il 1854 la Basilica fu ricostruita grazie a un gruppo di architetti capitanati da Pasquale Belli e alcuni dei mosaici parzialmente danneggiati durante l’incendio furono oggetto di restauri. La ricostruzione della Basilica è basata ricalcando la struttura dell’antica basilica paleocristiana, a cui si richiama per forme e dimensioni.

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